La cucina lecchese
Distaccato amministrativamente solo da pochi anni da quello comasco, il territorio della provincia di Lecco occupa, oltre al capoluogo, la sponda orientale del Lario con le valli prealpine ad essa limitrofe e buona parte della Brianza, compresa tra il corso del Lambro e quello dell'Adda. Un vasto comprensorio attorno alle vie di comunicazione, sulle direttrici Nord-Sud, dalla Valtellina per Milano, ed Est-Ovest, da Bergamo per Como. Proprio da questa posizione, il Lecchese e la Brianza hanno ricavato storicamente la loro denotazione di territorio di mezzo, che più di ogni altro riassume le tradizioni alimentari regionali. La conformazione stessa del territorio rimandava un tempo (prima della industrializzazione diffusa) ad una vocazione agricola "obbligata" dalla vicinanza della grande città, della quale la Brianza è sempre stata nutrice, nella sua cucina vi hanno lasciato tracce tutti i "passanti" che dal nord scendevano verso la città o che transitavano lungo la direttrice est-ovest, ma anche i milanesi che attraverso questo territorio esercitavano i loro commerci, piuttosto di avervi residenza secondaria o proprietà. Ne risulta una cucina di miscelazione e di utilizzazione omnicomprensiva delle risorse residue: miscele di cereali per ottenere pani appena accettabili, miscele di ortaggi e legumi (o ancora di cereali secondari) per zuppe nobilitate da una pestata di lardo, risotti energetici, miscele di frattaglie per confezionare salsicce. La tradizione della lavorazione del maiale si trova ancora nei salumi della zona dal prosciutto al salame tipico Brianza Dop. Da gustare il Valsassina il tipico piatto d'agnello. Una gita gastronomica e per acquisti in questa zona non puo' dimenticare l'acquisto di ottimi formaggi: caprini, le formaggelle di montagna, il gorgonzola, gli yogurt, la ricotta e il formaggio latteria e l'ottimo miele che anche qui si puo' trovare tra la collina e la montagna.
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